Il mercato immobiliare continua ad essere sulla cresta dell’onda. Le attività turistico ricettive sono sempre più fiorenti. Purtroppo però la frequente natura diversa di queste attività non è sempre supportata da una normativa chiara ed univoca.

Così molti privati si trovano in una situazione di difficoltà quando devono avviare un Bed And Breakfast aka B&B o una casa vacanza o ancora un’attività di affittacamere oppure  non sono in grado di comprendere le differenze tra le varie start – up.

Ecco allora un concetto e la normativa Bed and Breakfast che fornisce uno schema pratico riguardo la fatturazione.

B&B: che cos’è?

Tecnicamente “Bed and Breakfast” (c.d. B&B) in inglese significa letteralmente “letto e prima colazione”. Oggi questo termine indica l’offerta di ospitalità a pagamento in abitazioni private. L’attività, che ha origini anglosassoni, si è diffusa notevolmente in questi ultimi anni anche negli altri Paesi occidentali: Germania, Francia e, ovviamente, Italia.

La formula del Bed and Breakfast si caratterizza per:

  1. il numero di camere ridotto, rispetto ad un albergo;
  2. un contesto familiare che rimanda all’idea di “casa”;
  3. la possibilità di entrare strettamente a contatto con la realtà del luogo in cui si soggiorna.

 

B&B: la normativa.

Tracciare una corretta disciplina di riferimento per l’avviamento e la gestione di un B&B non è cosa da poco. Non esiste infatti una disciplina generale a carattere nazionale, ma una frammentazione di normative regionali.                                                                                                                                                                                      Il D.Lgs. n. 79/2011, c.d. Codice del Turismo, entrato in vigore il 21 giugno 2011, fornisce alcune indicazioni generali, ma approfondisce maggiormente le disposizioni in materia turistico-alberghiera.

Troviamo comunque, all’interno dei 74 articoli,  dei rimandi al concetto di B&B e anche alcune disposizioni normative:

“per B&B deve intendersi la messa a disposizione di un letto e la “somministrazione” della prima colazione. Secondo la normativa regionale in vigore nelle 20 Regioni Italiane, sono generalmente attività ricettive a conduzione familiare di tipo “Bed and Breakfast” quelle strutture che forniscono servizi di alloggio e prima colazione in un’unità abitativa a destinazione d’uso residenziale, iscritta con la lettera “A” al Catasto locale”.

Diamo comunque alcune regole di carattere generale:

  • I B&B non hanno obbligo di apertura partita iva in quanto l’attività svolta è occasionale e non continuativa;
  • I B&B sono attività a conduzione familiare che non prevedono alcun tipo di collaboratore se non i familiari stessi (per questo motivo infatti i B&B non sono tenuti a versare IRAP);
  • I B&B possono far alloggiare un max. di 6 posti letto ad abitazione (3 camere con 6 posti letto complessivi).

N.B.

L’art. 8 del 2015 chiarisce che c’è obbligo di residenza e domicilio a carico del proprietario che deve riservarsi una camera all’interno dell’unità abitativa e inserisce negli allegati le caratteristiche tecniche in modalità schematica di cui un immobile deve disporre per poter essere considerato un B&B.

L’Agenzia delle entrate si è occupata degli aspetti fiscali dei B&B con due risoluzioni, rispettivamente la R.M. n. 180/E/1998 e la R.M. n. 155/E/2000.

In particolare, l’Agenzia con tali documenti di prassi ha stabilito l’esclusione dalla soggettività imprenditoriale (con partita iva) del contribuente persona fisica che intraprende tale attività, purchè egli soddisfi due sostanziali condizioni:

  • la saltuarietà delle prestazioni di servizio;
  • l’assenza di mezzi organizzati.

Tali indicazioni, tuttavia, non collimano con le diverse normative regionali. In particolare, le Regioni qualificano l’attività ricettizia come B&B se per il suo svolgimento vengono impiegate stanze (e correlati posti letto) in un numero non superiore a quello prefissato dalla rispettiva legge.

 

B&B: come emettere ricevuta.

Il proprietario di B&B deve obbligatoriamente rilasciare ricevuta ai propri ospiti. La stessa sarà di natura fiscale se il B&B è titolare di partita iva altrimenti sarà di natura NON fiscale.

La ricevuta è da emettersi contestualmente alla partenza dell’ospite, a cui va rilasciata una copia. L’originale deve invece essere conservata dal proprietario per almeno 5 anni pena sanzione.

1) Ricevute NON fiscali (b&b senza partita IVA), devono riportare:

– il timbro del b&b con cognome, nome, indirizzo e codice fiscale dell’intestatario del b&B.

– I dati del cliente: nome, cognome, indirizzo. Se il cliente vuole scaricare la ricevuta come un costo della sua ditta, allora sulla ricevuta occorre inserire gli estremi della ditta (ragione sociale, indirizzo, Partita IVA). Se la ricevuta ha un valore superiore a 77,47 euro, occorre apporvi una marca da bollo di 2 euro (pena sanzione).

Modello ricevuta non fiscale bed and breakfast

Nome Cliente: Mario Rossi o ragione sociale, Indirizzo, eventuale partita IVA
Pernottamento 1 camera matrimoniale b&b 2 notti…………………….. 100,00 euro
Bollo………………………………………………………………………………….2,00 euroTOTALE………………………………………………………………………….102,00 Euro

 

2) Ricevute fiscali (b&b con partita IVA), devono riportare:

– il timbro della struttura con cognome, nome, indirizzo e partita IVA dell’intestatario del B&B/Affittacamere, l’aliquota IVA 10%, l’imponibile ed il totale dovuto.

– I dati del cliente. Se il cliente vuole scaricare la ricevuta come un costo della sua ditta, allora sulla ricevuta occorre inserire i dati della ditta (ragione sociale e partita IVA del cliente). I blocchetti di ricevute fiscali/fatture possono esser comprati nelle migliori cartolibrerie.

 

Modello ricevuta fiscale bed and breakfast

Nome Cliente: Mario Rossi o ragione sociale, indirizzo, eventuale partita IVA
Pernottamento 1 matrimoniale b&b 2 notti……………………..100,00 euro
IVA 10%…………………………………………………………………..9,09 euroTOTALE………………………………………………………………..100,00 euro

 

B&B: come dichiarare i redditi da B&B.

Redditi da gestione occasionale:

In caso di attività B&B occasionale i redditi sono da dichiararsi quali redditi diversi di cui all’articolo 67 comma 1 lett. i) del Tuir.

Il reddito è calcolato come differenza tra i proventi dell’attività e le spese inerenti documentabili.

Il gestore del B&B deve dotarsi di un “bollettario” per documentare l’incasso dei singoli corrispettivi. Il reddito sarà la somma delle ricevute rilasciate, meno le spese documentate inerenti al B&B (es.approvvigionamento di generi alimentari, materiale per la pulizia e suoi addetti, utenze domestiche).

L’importo del reddito va indicato nel quadro RL di Unico Persone Fisiche e assoggettato all’Irpef nei modi ordinari.

 

B&B: comunicazione alloggiati.

Con il decreto legislativo del 7 Gennaio 2013 del ministero dell’Interno è stata resa obbligatoria la trasmissione delle schedine degli alloggiati mediante internet per tutte le strutture ricettive alberghiere. Con tale normativa tutti i gestori di strutture ricettive hanno, quindi, il dovere di comunicare alla questura le generalità di tutte le persone ospitate mediante il sito della questura per gli alloggiatiI dati devono essere trasmessi entro le 24 ore successive all’arrivo dei clienti. Nel caso in cui il soggiorno degli ospiti sia inferiore alle 24 ore le schedine devono essere inviate immediatamente.

 

Questo è tutto quello che devi sapere sulla gestione B&B; qualora avessi bisogno di maggiori informazioni puoi scriverci a info@giovaniconlapiva.info

 

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